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Cassazione 5638/2026: i commercialisti chiedono intervento legislativo per delimitare la responsabilità professionaleGiovedì 19/03/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
La recente pronuncia della Cassazione (Sentenza n. 5638 del 12 marzo 2026) ha stabilito che il professionista che si limita a trasmettere telematicamente le dichiarazioni dei redditi di una società, senza averle materialmente redatte, può essere sanzionato per concorso nelle violazioni tributarie del cliente se è anche tenutario della contabilità. In pratica, anche quando il commercialista non ha materialmente commesso la violazione, non ha redatto la dichiarazione infedele e non ha tratto alcun vantaggio personale, la sua responsabilità viene comunque riconosciuta se ha accesso alla contabilità. La sentenza ha suscitato preoccupazione e critiche tra i professionisti che si occupano della trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali per conto dei clienti, perché amplia in modo significativo i confini della responsabilità. Per il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, si tratta di un segnale preoccupante, che richiede "un urgente intervento legislativo che chiarisca i confini della responsabilità professionale del consulente tributario, distinguendo nettamente tra:
"Fino a quando questo non avverrà", spiega de Nuccio, "i commercialisti italiani continueranno a essere i capri espiatori di un sistema fiscale che, invece di perseguire gli evasori, preferisce colpire chi cerca di aiutare i contribuenti a orientarsi nel labirinto normativo tributario.". Fonte: https://commercialisti.it |
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